Milano da salutare

A casa, appena concluso il mio ultimo viaggio da pendolare Milano-Biella.

Ricordo ancora il 26 aprile del 2006, il mio primo giorno di lavoro a Milano, quando durante la pausa pranzo pensai "Wow! Figata la pausa pranzo a Milano in Piazza Duomo!". 

Sì, per me fino a quel giorno Milano era stata una città relativamente "lontana", in cui recarmi poche volte l'anno per occasioni speciali.

Quell'entusiasmo iniziale presto scemò e piazza Duomo ora non è altro che una delle tante piazze che vedo abitualmente.

Milano non fa per me. L'ho imparato giorno dopo giorno.

Per carità, offre tutto, ma buona parte di quel tutto non mi interessa.

Ecco quindi la lista di cose che NON mi mancheranno del capoluogo meneghino:

- le zanzare da marzo a novembre
- la mandria di stronzi in metropolitana
- la canicola estiva con annesso effetto serra 
- gli ingorghi stradali da 10 metri all'ora
- i "fantastici" servizi offerti dall'ATM, con scioperi incorporati
- gli affitti stellari
- i cazzoni che devono leggere in metropolitana ad ogni costo con la massima apertura possibile
- il casino il martedì di prima mattina per il ritiro della spazzatura
- i locali stracolmi in pausa pranzo
- tram che deviano il percorso senza preavviso
- gli spaccapalle ambulanti in via Dante, capaci di inseguirti da piazza Cairoli a piazza Cordusio per rifilarti le loro minchiate
- la nauseabonda puzza di profumi appena entrati alla Rinascente
- i taxi, più cari di volo in business class e inesistenti quando servono
- i marciapiedi disseminati di pisciate e defecate canine
- i dementi che non tengono la destra sulle scale mobili

Ecco invece l'elenco delle cose che mi macheranno:

- gli aperitivi strabordanti

Che dire... sì, Milano non mi mancherà quasi per niente... mi mancheranno le persone conosciute, (ex) colleghi ed amici. Mando un sincero abbraccio a tutti coloro che hanno condiviso questi ultimi 4 anni con me, interamente o parzialmente; di sicuro ci si rivedrà, nonostante Milano. 

Qui finisce la mia parentesi sotto la "madunina". Almeno credo (e - per ora - spero).

Tanti saluti!

Sadler Milano: due stelle Michelin da provare

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Appena tornato dal Ristorante Sadler di Milano, noto due-stelle-michelin delle capitale Lombarda gestito da Carlo Sadler. Grazie ad una succosa offerta di Groupon abbiamo pure potuto gustarci una cena con un interessante sconto.

Globalmente devo dire di essere stato soddisfatto della cena: il locale tiene alto il prestigi delle due stelle, con piatti elaborati e ricercati. Numerosi assaggi fra una portata e l'altra e a disposizione anche due menù completi.

Non mi dilungo sul menù, disponibile sul sito del Sadler. I prezzi, come da aspettarsi, erano in linea con gli altri due stelle Michelin; tenendo però conto del servizio, della ricercatezza dei piatti e di quanto offerto e non previsto dal menù, diciamo che non ci si può lamentare.

Unica cosa eccessiva, a mio avviso, il costo di un caffè, da un minimo di 6 ad un massimo di 8 euro; troppo seppure accompagnato da una "carta dei caffè" che descriveva l'aroma delle qualità disponibili. Il tutto sfociava poi in una descrizione degna dei sommelier sotto acido, con tanto di citazione di "pappa reale", "fiori d'arancio" e "spezie d'oltremare". Mah...

Comunque promosso.

RicaricaMI, BikeMI, GuidaMI.... ScioperaMI?

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L'ultima è RicaricaMI... prima BikeMI e GuidaMI... visto però l'andazzo degli ultimi tempi io suggerirei di creare anche la ScioperaMI: una favolosa tessera in grado di generare casualmente scioperi paralizzanti lungo l'intera rete ATM.

Oppure anche solo su alcune tratte, dipende da quanto si intende versare sulla ScioperaMI.

Gratis per tutti anche una InculaMI, la cui utilità è chiaramente insita nel servizio stesso.

ATM, io ti schifo, ti aborro, ti rigetto

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Purtroppo lavorando a Milano sono costretto a piegarmi all'ATM e ad usare i suoi servizi. Scandenti. Ecco l'ultima disavventura. 

Primo giorno. Il 27 Novembre penso "oggi rinnovo il mio abbonamento annuale all'ATM". 300 euro. Ci penso un attimo e la memoria torna ai distributori automatici, che vendono biglietti ma permettono anche di rinnovare l'abbonamento. Penso "posso saltare le code e rinnovarlo in automatico. Troppo comodo!".
Troppo ottimista.

Mi avvicino alla macchina infernale ed inserisco la tessera nell'apposita fessura. Dopo circa un minuto di incertezza, mi appare la scritta "Lettura fallita". Poi il nulla. La mia tessera non fa più ritorno, ingoiata dall'ingordo meccanismo.
Dopo un principio di luddismo, trattengo la violenza e la saliva; mi rivolgo al controllore, che dopo aver effettuato una telefonata (forse al centro assistenza della Chicco), mi dice "Basta andare domani all'ATM Point del Duomo e la riavrai".

Secondo giorno. Passa la mia ragazza all'ATM Point, che viene rimbalzata: "I controllori dicono tutti così, bisogna aspettare almeno uno o due giorni prima che la tessera venga recuperata. Meglio tre". Wow, sanno tutti quello che fanno e dicono, eh? 

Lasciamo passare altri tre giorni (durante i quali devo comprare i biglietti per un servizio già pagato) e torniamo all'ATM POint. Martedì 1 Dicembre. Questa volta, prima di raggiungere gli sportelli dell'ATM Point veniamo bloccati da una guardia-manichino, che inizia a delirare, sostenendo che gli uffici chiudono sempre alle 17.30, che non c'è più nessuno agli sportelli, che non ci sono altre guardie disponibili, che la terra è piatta e che non ci sono più le mezze stagioni. Insomma, una sorta di automa privo di espressività sensata.
Fortunatamente dall'oscurità emerge una luce: un responsabile ATM, che ci prende per mano e finalmente mi fa riavere la tessera. 

Insomma, per colpa di uno schifoso distributore automatico, ho dovuto spendere altri soldi per i biglietti (soldi già spesi, per avere un servizio pessimo) e ho perso numerose ore di pellegrinaggio. Ora dovrò pure richiedere un rimborso e chissà quando rivedrò i miei soldi. 

Nel frattempo mi ritrovo a dover vedere sparsi per milano i cartelloni che pubblicizzano fesserie tipo BikeMI o GuidaMI. Beh, prima di dare il via a progetti di questo tipo, sarebbe meglio preoccuparsi di far funzionare le penose infrastrutture già esistenti o tappare i buchi delle metro-schifo-politana.

La morale è che è meglio guardarsi dalle (pseudo) comodità offerte dall'ATM. Anzi: meglio farsela a piedi.

Sushi a nastro a La Rinascente

Ogni volta che vado a mangiare il sushi alla Rinascente (ma anche altrove) mi chiedo quanto sia fresco quello che sto mangiando. E' stato pescato un mese fa in Giappone o direttamente dal Naviglio Grande pochi minuti prima?
 
Non lo saprò mai.
 
Un'altra cosa che mi chiedo è come sia possibile che quattro (minuscoli) pezzi di pesce costino più dell'oro... nemmeno si trattasse di pesci in estinzione, di caviale o di una nuova specie appena scoperta, con carni dalle proprietà taumaturgiche e miracolose.
 
Nulla di tutto ciò; solo dei piattini che girano.

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