Blekkato con le mani nello spam
WebProNews ha un interessante articolo sullo spam sui motori di ricerca, o almeno quello considerato tale da Blekko.
Il succo del discorso è che ormai i motori di ricerca sono invasi da pagine web inutili, puro spam. Secondo Rick Skentra - CEO di Blekko - la quantità di pagine web indicizzate (oltre 100 miliardi) è eccessiva. Il 90% di queste pagine non sarebbe altro che spam.
Per questa ragione
"Links don't represent a human voting on the quality of a site anymore."
I link, su cui si fonda l'algoritmo di Google, non rappresentano più una discriminante di qualità. Per questa ragione l'elemento social inizia a giocare un ruolo sempre più importante.
Ma lo spam è davvero un problema così importante per l'utente medio?
A mio parere non lo è. Sappiamo tutti che la maggior parte degli utenti non va oltre la prima pagina di ricerca dopo aver cercato qualcosa su Google (o su altri motori).
Lo spam si trova raramente in prima pagina; per quanto uno spammer possa essere in gamba, difficilmente riesce a posizionarsi in prima pagina e, quando ci riesce, viene subito colto in flagrante.
Per questo motivo lo spam gioca un ruolo molto più marginale nelle ricerche; c'è, ma occupa posizioni meno invasive, è più defilato.
Se Blekko vuole davvero proporre qualcosa di innovativo, deve puntare in un'altra direzione. Non credo che lo spam sia sentito come un insormontabile problema sui motori di ricerca; di sicuro non quanto lo si sente nella propria casella di posta elettronica. Poi, libero di essere smentito.